"Il collage è una forma di paradiso"

H. Matisse

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© Il prisma

"Il collage è una forma di paradiso"

H. Matisse


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Il Prisma

Atelier d'Arte

Scrivania

di Marina Tappa

SOGNI Mostra di Bernardino del Boca -Vicende e opere di un artista (2011)

2020-09-03 09:16

Marina Tappa

SOGNI Mostra di Bernardino del Boca -Vicende e opere di un artista (2011)

Vicende e opere di un artista, Fondazione Bernardino del Boca

Vicende e opere di un artista, Fondazione Bernardino del Boca

Il catalogo delle opere di Bernardino del Boca, esposte alla mostra inaugurata il 12 settembre 2009 alla Galleria BorgoArte di Borgomanero, ripercorre le vicende dell’artista teosofo, scrittore e antropologo dagli anni giovanili, quando diciottenne a Milano frequentò la scuola di Brera e si iscrisse a un gruppo teosofico dedicato all’arte, fino al periodo trascorso in Asia dal 1946 al 1949, come console onorario di Singapore.

Vengono presi in considerazione gli scritti relativi all’arte lasciati dall’autore, enucleando alcuni concetti chiave da lui espressi come quello di “arte oggettiva”, termine già utilizzato dallo spiritualista armeno Gurdjieff, per indicare una creazione consapevole da parte dell’artista che opera con la “psicotematica”, portando il fruitore ad avere intuizioni a livello animico.

 

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Gli aspetti “arcani e visionari” del mondo figurativo di del Boca, che costituiscono la “cifra” connotativa del suo lavoro, avvicinano l’artista a un grande della pittura dell’800, William BlaKe, oltre che per l’assonanza di alcuni dei temi trattati, anche per il carattere sovvertitore di entrambi, che li costrinse ad essere editori di se stessi.

Il volume comprende l’analisi dei 16 quadri esposti con un percorso che cerca di far luce sulle intenzioni e sui risultati ottenuti; benché il saggio non abbia la pretesa di essere esaustivo sull’argomento, va comunque sottolineato che rappresenta un primo tentativo di fare ordine fra le notizie di cui si dispone, permettendo dunque di attribuire all’opera artistica di Del Boca un giusto valore.

 

L’autrice conclude così il suo studio: “(Del Boca)…si liberava dalla materia per appropriarsi di un mondo sognante e positivo …che gli permise di trasmettere, attraverso la Bellezza, quegli archetipi che l’umanità ha difficoltà ad intuire. La sua natura fu così nuova da rimettere in discussione troppi valori della società e tale da creare una resistenza passiva anche da parte di chi, oggi come ieri, incontra difficoltà a fruire di un’arte rivolta all’Ideale e priva di concettualismi”.

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